Il Punto sulla Coltivazione Domestica di Cannabis – AGGIORNAMENTO 2016

IL 20 MAGGIO E’ STATA PUBBLICATA LA SENTENZA N. 109/2016 DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Il Punto sulla Coltivazione Domestica di Cannabis. In merito alla punibilità della coltivazione di canapa per uso personale

legislazione

E’ stata dichiarata infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 75 del D.P.R. 309/1975; [Testo unico in materia di stupefacenti].

La violazione del principio di uguaglianza; Da una parte la responsabilità penale per la coltivazione ad uso proprio; dall’altra l’illecito amministrativo per la sola detenzione di minimi quantitativi.

Senza dimenticare che ovvie considerazioni di politica criminale impongono di mantenere la punibilità in generale di tali condotte; ragionando più in particolare è d’obbligo un certo discernimento se non altro per non arrivare ad esiti irragionevoli.

Non era possibile fare diversamente perché non è possibile allo stato attuale rendere di colpo lecita la coltivazione ad uso personale.

Ancora ad oggi è troppo grande il pericolo che gli esiti possano essere opposti ai propositi; si è già sottolineato che la materia è troppo delicata per non essere disciplinata nel complesso; per mezzo di una legge che definisca con chiarezza il confine tra lecito ed illecito.

L’opportunità di una cornice legale sulla coltivazione non è una faccenda che riguarda solo il consumatore-coltivatore, bensì anche il coltivatore di canapa;

Tutti beneficerebbero di un quadro più chiaro che allontani definitivamente lo spettro della sanzione penale; cogliendo l’occasione per dire che la canapa non è un male in assoluto, ma lo è il traffico finalizzato allo spaccio della stessa.

La Corte costituzionale ha motivato la sua sentenza sulla base della non irragionevole presunzione di pericolo della condotta di coltivazione; Poichè la stessa è potenzialmente, anche se non univocamente, in grado di aumentare la quantità esistente di materia prima, che potrebbe poi essere utilizzata per lo spaccio.

Può non essere condivisibile, ma ha una sua logica e francamente nessuno si aspettava altro. Ad ogni buon conto la Consulta non ha del tutto chiuso la porta; leggendo più attentamente si evince come resti in ogni caso il potere-dovere del giudice di valutare le specificità del caso concreto.

In altre parole l’auspicio è che sia fatta una lettura interpretativa delle norme; alla luce del principio offensivo per evitare che l’impostazione di rigore porti a risultati iniqui.

La palla passa alle corti di merito, che dovranno valutare in concreto con particolare riferimento; A quelle coltivazioni minimali (ove la quantità è così modesta); da essere inidonea a ledere il bene giuridico tutelato dalla norma penale.

Ne discende che la coltivazione avente ad oggetto un quantitativo di cannabis modesto; e inequivocabilmente destinato all’uso personale del coltivatore e non penalmente offensiva e meritevole di sanzione penale.

Se vi di discutere con noi sul caso non esitate a commentare il nostro articolo.

Grazie per l’attenzione e l’interesse mostratoci.

Redazione Growmaps.it

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