Coltivare Canapa

Recentemente siamo stati più volte contattati per avere informazioni in merito a quale sia la prassi migliore da seguire per diventare canapicoltore ed ovviamente per capire se l’attività di canapicoltura sia sufficientemente redditizia da valere un investimento, a prescindere dall’appezzamento di terreno di cui si dispone.Coltivazione

Abbiamo quindi indagato più approfonditamente questo argomento per creare una serie di suggerimenti tratti soprattutto dalle informazioni acquisite in mesi di conferenze, fiere e contatti diretti con gli agricoltori e con chi lavora già in questo ambito.

Dato che anche la nostra associazione ha come obiettivo futuro, per l’anno 2016, la gestione di un campo attraverso l’agricoltura biologica ci auspichiamo quindi che questa piccola analisi sul tema sia in grado di fugare non tutti i dubbi di chi ci legge, ma almeno possa rappresentare un punto di partenza ricco di spunti e consigli affidabili.

Come associazione, abbiamo deciso di non utilizzare in questo articolo il termine ”canapa industriale” perché riteniamo che la natura abbia creato una sola pianta che poi si differenzia a seconda delle latitudini in cui cresce e si sviluppa: nella nostra penisola, ad esempio, la varietà diffusa è denominata Sativa. La pianta è caratterizzata da un fusto alto e da foglie sottili. Le varietà che troviamo in circolazione sono a tutti gli effetti degli ibridi creati incrociando le varie tipologie genetiche presenti in natura. In questo modo si è cercato di regolamentare l’utilizzo della varietà Indica. Non entriamo nel merito di questa discussione poiché l’articolo si occupa prettamente di coltivazione di canapa e non intendiamo, per il momento, addentrarci in un altro tema, tra l’altro spinoso e complicato.

Crediamo che la canapicoltura possa tornare ad essere un’interessante risorsa per il nostro Paese. Lo dimostrano sia le modifiche legislative sulle quali il Governo è al lavoro, sia l’interesse vivo che la stampa sta riservando all’argomento in questione ed infine, la possibilità che il mondo dell’agricoltura ha visto in questa “nuova” coltura biologica. Tenendo presente la deprimente condizione in cui versa il settore agricolo italiano, la pressione fiscale, lo stato non ottimale dei terreni, l’inquinamento delle falde acquifere per l’abuso di fertilizzanti minerali dal dopoguerra ad oggi, dobbiamo considerare la Canapicoltura come un nuovo input per la ripresa del settore, per la cura dell’ambiente e della nostra salute.

Le informazioni scritte nel presente articolo sono tratte da interviste effettuate dalla nostra associazione “WeedYouandMe” ad agricoltori del centro-sud Italia (Marche, Abruzzo, Molise). Per prima cosa parleremo delle tipologie di semenza: nel nostro Paese, le più utilizzate sono le c.d. monoiche, ovvero varietà precoci che producono una notevole quantità di seme su ogni pianta, la scelta deriva da semplici ragioni di mercato. Considerando che attualmente non abbiamo una filiera in grado di lavorare il canapulo (la fibra ed il materiale vegetale) dalla pianta di canapa , le uniche alternative degne di una buona valutazione economica sono le lavorazioni delle infiorescenze e del seme, soprattutto per la produzione di olio, di farine per i prodotti da forno, della birra o per estrarre il CBD (Cannabidiolo) .

Bisogna tenere presente che attualmente il costo di una balla di canapa è irrisorio, si aggira attorno alle 150€ a tonnellata! Inoltre a questa cifra dobbiamo aggiungere i costi per il trasporto verso Assocanapa a Carmanola(TO) o verso l’impianto SouthempTech di Crispano(TA).
Le varietà concesse sono tutte iscritte nel registro europeo e la loro principale caratteristica è quella di avere un basso contenuto di THC (delta-9-tetraidrocannabinolo,detto comunemente THC, delta-9-THC o tetraidrocannabinolo è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis e per legge deve essere inferiore allo 0.2%). Per le semenze possiamo rivolgerci ad Assocanapa (vedi MAPPA) che vende e promuove la varietà di seme Carmagnola, una varietà autoctona italiana che si adatta a particolari latitudini, il suo prezzo di aggira sulle 7-7,50€/kg. In centro/sud Italia si è preferito piantare varietà di semenze provenienti dall’est Europa come la Uso31, o dalla Francia attraverso la Futura75, tali varietà possono essere acquistate all’estero attraverso gruppi di acquisto istituiti da alcune associazioni presenti in Italia. Tenendo sempre in considerazione che la quantità da acquistare per ettaro non essere dovrà inferiore a 40 kg/ha (stima approssimativa per avere una buona densità di piante, circa 100 piante al m2). Le previsioni indicative di spesa, al giorno d’oggi, possono essere così stimate: il prezzo totale per 40 kg. di seme , calcolando la sacca al prezzo di euro 5,50/kg, è di circa euro 240,00 più IVA al 10%, a cui si devono aggiungere circa 50€ per il trasporto, per un totale circa di 300€ (Stime approssimative effettuate da un studio di Toscanapa e Naturfibre® pubblicato nel febbraio del 2014 – www.toscanapa.com) . Per quanto riguarda le genetiche di semenze esistenti vi rimandiamo alla sezione del nostro sito web “Siti amici e link utili”, dove troverete il collegamento al forum internazionale dei canapicoltori che vi darà ottimi chiarimenti e delucidazioni. Entriamo adesso nei dettagli della coltivazione della canapa. La lavorazione del terreno è indicata come per ogni altra operazione di semina, ma non si può stimare un costo di lavorazione valido per tutti a causa della variabilità della topologia del suolo (giacitura, sistemazione agraria) e della sua tipologia (argilloso, sabbioso o limoso). In generale, si può considerare una spesa approssimativa di 200€ per la preparazione del terreno. Per prima cosa è necessario arare in superficie per predisporre il letto di semina, a circa 15/20cm di profondità, tenendo presente che non sono necessari fertilizzanti salvo in quei terreni dove la precedente coltura ha sfruttato tutto il nutrimento fornito “naturalmente” dal suolo. La concimazione sarà totalmente biologica e priva di additivi chimici, per esempio una fonte di concime potrà essere eventualmente l’allevamento del fattore vicino casa. I trattamenti per diserbare sono inutili oltre che dannosi per la terra (…e per l’umanità): la Canapa è una pianta infestante e vincerà naturalmente la competizione con le altre piante. Inoltre non è necessario l’utilizzo di antiparassitari poiché possiamo inserire in apposite zone del campo le c.d. piante che attirano gli insetti benefici che si nutrono di cimici ed afidi. L’irrigazione non è assolutamente necessaria, salvo nei periodi di forte siccità. La coltura della Canapa deve essere completamente biologica, teniamo sempre presente che è una pianta benefica perché purifica i terreni e l’aria che respiriamo. Scegliere il periodo della raccolta è fondamentale per non perdere troppo prodotto (seme) nel campo ; se si considera che le varietà sono monoiche (precoci), per esempio se piantassimo a fine marzo, saremmo in grado ad inizio settembre di iniziare la mietitura. In rete, l’opinione di alcune associazioni, concorda nel ritenere che la raccolta è da eseguirsi mediante falciatura, meglio se le bacchette vengono tagliate in segmenti non superiori a un metro di lunghezza (fonti Assocanapa.it); questa considerazione è da “prendere con le pinze” poiché se si opta per raccogliere il seme e l’infiorescenza, è probabile che le nostre piante non saranno altissime (questo è dato anche dal fatto che non effettuiamo irrigazione) e tutto il materiale restante, anche se preziosissimo per innumerevoli utilizzi, sarà stoccato in balle. Le fibre sono il materiale di cui disponiamo in maniera maggiore, ma, nel nostro Paese, non esiste ancora una filiera consolidata per la lavorazione di tutto ciò che non sia fiore o seme, quindi il lavoro per trasformare le fibre in cordami e tessuti potrebbe essere dispendioso e non proficuo. D’altra parte,  sono presenti numerose associazioni che lavorano la fibra e sfruttano tutto quello che può fornire un campo di Canapa (come i Cordai della provincia di Pescara che hanno recentemente aderito al progetto de “I Borghi della Canapa”). La raccolta si effettua utilizzando le stesse macchine agricole mietitrici adoperate per il grano ed il girasole. L’importanza della topologia del campo che si è scelto di coltivare è fondamentale oltre che per i motivi citati in precedenza, perché deve permettere l’accesso a macchine agricole di grandi dimensioni. La migliore strategia sarebbe quella di collaborare con le realtà agricole vicine, in modo da poter usufruire dell’affitto o dello scambio di mezzi agricoli piuttosto dispendiosi. Parlando di spesa e riferendoci sempre ad un ettaro di terreno, per le fasi appena descritte dovremmo affrontare una spesa di circa 150€ (i prezzi sullo sfalcio sono di 30€/ha e sulla raccolta paglie/pressa circa 120€/ha) a cui aggiungere le spese di trebbiatura che si aggirano intorno alle 150€. Una volta conclusa la raccolta si procederà all’essicazione delle semenze, solo dopo averle minuziosamente pulite, e si provvederà ad inviare il prodotto all’azienda trasformatrice: quest’ultima fase inciderà sul ricavo totale. Si consiglia ovviamente di non lasciare come ultimo il momento della ricerca delle aziende trasformatrici, in modo da organizzare con cura e con le giuste tempistiche , tutto il processo di lavoro, dalla semina alla vendita.
La spesa complessiva può essere stimata intorno alle 800€/1000€ su un ettaro di terreno (secondo Toscanapa, vedi periodico DolceVita n°58 Maggio/Giugno 2015). I maggiori guadagni si hanno con la spremitura a freddo del seme per ricavarne l’ olio (oggigiorno i costi per 250ml di olio sono di 10/12€), oppure con la destinazione del raccolto alla produzione di farine, sarebbe perciò auspicabile avvalersi della collaborazione di un mulino per la macinatura dei semi raccolti. Su un ettaro (sempre secondo le stime di Toscanapa) si ha un ricavo di circa 2000/2400€, dalle quali, se si sottraggono le spese, si arriverà ad un guadagno di circa 1000/1400€. Come precedentemente accennato , attualmente, vi sono anche altri impieghi della coltivazione della canapa, come l’estrazione del CBD per la produzione di oli essenziali che trovano numerosissime applicazioni in campo medico e nutraceutico, o come l’impiego delle infiorescenze per ottenere birra artigianale. Le estrazioni di oli essenziali avranno un notevole incremento nel mercato di prodotti derivati a partire dai raccolti del 2015, quindi siamo in attesa di scoprirne i risultati che saranno resi noti nelle prossime fiere.
Per concludere questo primo spazio dedicato ai neofiti che intendono avvicinarsi alla canapicoltura, possiamo asserire che l’attività di canapicoltore è sicuramente ostica come tutti i lavori a contatto diretto con la terra ma, rispetto ad altre colture (c.d. convenzionali) risulta molto meno dispendiosa (in termini economici e di forza lavoro). Molti sconsigliano di coltivare piccoli appezzamenti ma bisogna tenere presente che i circa 1000 ettari coltivati in Italia (dato di fine 2014), sono costituiti proprio di piccole realtà di uno o due ettari al massimo mentre i grandi appezzamenti che esistono sono pochissimi e sparsi. Inoltre bisogna considerare il fatto che attualmente il mercato richiede un prodotto che viene ricavato dalle infiorescenze, di conseguenza coltivare un campo di notevoli dimensioni diventerà un serio problema poiché la raccolta delle cime non sarà meccanizzata ma sarà fatta a mano per non danneggiare le infiorescenze (sarà necessario avvalersi di braccianti ), inoltre per poter avere un buon raccolto si dovrà necessariamente fornire irrigazione. Possiamo concludere questo piccolo scritto sulla coltivazione con l’auspicio che il 2016 possa vedere un notevole incremento della superficie italiana coltivata a canapa, a sostegno di ciò vi è il dato statistico che tra i giovani vi è un notevole interesse sul settore, confermato anche da sondaggi che negli ultimi 5 anni hanno visto un notevole incremento di iscrizioni in facoltà agrarie (per esempio biotecnologie). Attendiamo quindi il ricambio generazionale in modo da portare innovazione e coesione in un settore frammentato dove ognuno decanta le sue lodi e sperando che il governo assolvi a quanto promesso nelle ultime feste dell’unità (abolizione dell’IRAP ed IMU agraria e minore pressione fiscale) vi auguriamo buona canapa e buona fortuna!!!

Fare Soldi Con La Canapa

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